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Web Blog delle Libertà

13 febbraio 2006

Buio sul programma dell'Unione

Il programma dell'Unione appare a chiunque confuso, inclusi i vari esponenti della stessa coalizione da Enrico Letta al governatore del Piemonte Bresso che sul «Corriere della Sera» di oggi rivendicano l'importanza delle grandi opere censurate nel sacro testo unionista.
Il radicale di fatto Boselli è tornato, ancora ieri, ad accusare la Margherita di clericalismo. Pannella, che parla in termini di «abbuffata radiotelevisiva dei leader dell'Unione», sottolinea quanto nelle 280 pagine del programma definite «aria fritta» non vi sia nulla «sulla responsabilità civile dei magistrati e sulla separazione delle carriere, su demografia e ambiente e su altre richieste da lui avanzate». L'altro radicale Capezzone sottolinea la «molto poca ambizione» dell'Unione in materia di politica estera arrivando a sostenere che gli otto punti programmatici di Berlusconi risultano «più comprensibili».
Questi otto punti riguardano: fisco, lavoro, pensioni, sanità, scuola, grandi opere, sicurezza, case. Per il primo capitolo si propone la riduzione della pressione fiscale al 38%, in riferimento al lavoro la riduzione al 4,5% della disoccupazione. Quindi aumento delle pensioni minime a 800 euro, Stop alle liste di attesa negli ospedali pubblici: oltre un massimo ci si potrà rivolgere ai privati , pagati dal servizio sanitario nazionale. Libri di testo gratis per tutti gli studenti della scuola dell'obbligo, completamento dell'80% delle grandi opere infrastrutturali. Aumento dei poliziotti di quartiere fino a 10 mila unità. Per quanto riguarda le politiche della casa un finanziamento di 600 mila mutui agevolati e di 300 mila contributi per gli affitti.
Come quindi non essere d'accordo con Capezzone sul fatto che le proposte di Forza Italia siano chiare e dai contorni certi? Si tratta di proposte che per gran parte rappresentano la naturale evoluzione del programma di governo finora portato avanti. Tuttavia, rispetto alle osservazioni dell'esponente radicale ci stupiamo in merito al suo stupirsi. Il centrodestra ha governato per cinque anni l'Italia senza cambiare presidente del Consiglio ed è stato in grado di realizzare grandi riforme iniziando ad innovare il Paese. Naturale che ora il Premier possa credibilmente avere un programma forte di una coalizione che del mondo, tra l'altro, ha la medesima visione.
"L'Unità" di oggi riporta una delle tipiche interviste al professore universitario di turno, preso a prestito dall'allevamento progressista per essere utilizzato nei momenti di bisogno. Vi ricordate il professor Mancia dallo sguardo inquietante? Alcune settimane fa tale neuropsichiatra era stato adoperato per indicare le presunte turbe mentali berlusconiane. Questa volta il giornale diessino va oltre, sul banco degli imputati sale l'intero elettorato di Berlusconi e non solo. Siamo cioè di fronte ad una condanna di massa di un popolo colpevole di votare il centrodestra o comunque di non votare la sinistra. Analizziamo quindi l'intervista al professor Luciano Gallino, sociologo, docente a Torino. L'eminente professore inizia con un propedeutico attacco a Berlusconi sulla strategia comunicativa affermando che: «Certamente il messaggio del centro destra è grossolano. Ma sono dei messaggi martellanti e ripetuti che lasciano il segno. Mentre i messaggi del centro sinistra per ora non hanno lasciato questo segno, anche se sono più ricchi di contenuti».
L'intervistatore corregge il professore affermando in sua vece che «forse è più facile mandare dei messaggi a un elettorato di centro destra. Basta un pò di populismo». Passando all'analisi del modo in cui riuscire a comunicare con gli indecisi e l'elettorato moderato in particolare si arriva alla questione delle tasse visto che tale elettorato «considera le imposte un sopruso» essendo «un elettorato qualunquista refrattario ad argomenti razionali». Ecco allora passare dalla psicanalizzazione singola del leader alla psicanalizzazione e alla condanna collettiva degli italiani che ancora si ostinano a non voler votare gli eredi del comunismo.
La soluzione di Gallino per venire incontro a questi esseri intellettualmente e socialmente inferiori? Suggerire alla sinistra di dire: «Dovete contare su di noi perché noi vi diamo una ragionevole sicurezza che non perderete la posizione sociale, il livello, le modeste soddisfazioni che vi siete conquistati». A questo punto non ci resta che aggiungere che preferiamo darci da fare per non perdere la vera ed importante soddisfazione per gli italiani: lasciare questa sinistra incapace e intellettualmente razzista all'opposizione a dialogare con la sua batteria di presunti intellettuali.

Fonte: http://www.ragionpolitica.it

1 Comments:

Anonymous gianniguelfi said...

Smascheriamo le bugie di F.I. sul web!


Da http://www.ragionpolitica.it/testo.4..._sinistra.html

La libertà non è di sinistra

di Francesco Pasquali - 14 febbraio 2006

«Intendiamo lanciare per gli anni a venire la proposta di un nuovo servizio civile nazionale, attraverso il quale tutti i ragazzi e le ragazze possano maturare un'esperienza significativa delle vicende e dei problemi del proprio territorio, dei soggetti pubblici e privati che lo animano e che realizzano l'offerta di servizi alle persone e alle famiglie». E' quanto si legge a pagina 192 dello pseudoprogramma dell'Unione. In queste 5 righe si sostanzia la differenza che passa tra una coalizione liberale e una coalizione oscurantista e statalista.

Mentre il Governo Berlusconi ai giovani italiani ha regalato il congedo, liberandoli da quella che è sempre stata considerata una tassa odiosa sulla gioventù, Prodi e compagni ripropongono una versione morbida dei giovani Balilla. La passione per le tasse, la smania di cancellare quanto realizzato dal Governo Berlusconi e la concezione di uno Stato pronto a sostituirsi addirittura alla coscienza dell'individuo sembrano essere all'origine della proposta di Prodi che prevede il servizio civile obbligatorio. Se su Tav, pacs e politiche del lavoro l'Unione è lontana anni luce dal trovare una sintesi, sui giovani purtroppo sembra avere le idee chiare: obbligare, per fini educativi, i ragazzi e le ragazze sia italiani che stranieri a fare i volontari perfino contro la loro volontà. La libertà non è proprio un valore che si addice a questa sinistra, che è pronta a statalizzare anche le coscienze.


Cos' è che ha fatto il governo Berlusconi, abolito il militare?
Ma è sicuro di star bene, Francesco Pasquali?
Ecco qua, da http://www.cronologia.it/storia/a33set99.htm

4 settembre 1999, GOVERNO D' ALEMA

"ITALIA-ESERCITO PROFESSIONALE.
Approvata la legge che lo istituisce. Per i nati dopo il 1986 niente più servizio militare obbligatorio. Dal 2004 l' esercito sarà solo su base volontaria. Scognamiglio, ministro della difesa, la definisce una riforma storica, anche se non tutto il governo è concorde, come ad esempio il ministro Amato."

Basta con le bugie!!
A stabilire che dal 2004 non ci dovessero essere più militari di leva fu il governo D' Alema, non Berlusconi. Questi ha solo eseguito quanto deciso da altri.
Basta raccontare frottole, Pasquali!!
E la proposta di istituire un servizio civile è sensatissima, posto che con l' abolizione del servizio militare son venuti a mancare tutti i numerosi obbiettori di coscienza prima destinati a svolgere tali compiti.


g

01:51  

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